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CORDOGLIO
NELLA PRO ROMANS PER LA SCOMPARSA DI DIONIGIO “NIGIO” ZANUTEL

Lo scorso anno, nei giorni seguenti la prima edizione della
“Partita del cuore ”, che si tenne allo stadio “F.lli Calligaris”
e vide in campo tanti ex atleti della Pro Romans, io e Pietro
Colugnati, presidente dell'associazione di volontariato Solidea
onlus, gli facemmo visita e gli dicemmo che in occasione
dell'edizione n. 2 della Partita del cuore, quella del 2009,
avrebbe dovuto essere lui, in virtù sua età, della sua figura
carismatica e dei suoi gloriosi trascorsi calcistici, a dare il
calcio d'inizio alla gara. Lui non disse nulla allora, si limitò
a sorriderci con quella sua caratteristica espressione,
guardarci quasi divertito, dalla sedia a rotelle su cui da
qualche tempo era costretto a trascorrere i suoi giorni. Ci
sorrise ma ritengo che gli avesse fatto piacere sentirsi
proporre quell'invito, così come ritengo sia stato tentato da
quella proposta, non tanto per l'onore di poter essere lui a
dare inizio alla sfida, quanto per poter riassaporare quel clima
calcistico locale, in cui egli ha sempre vissuto con grande
intensità e passione, donando al mondo del calcio gran parte
della sua laboriosa esistenza.
La partita del cuore n. 2 si giocherà sabato pomeriggio, 23
maggio, ma lui, purtroppo, non ci sarà, ne sabato ne mai più.
Per il nostro Dionigio Zanutel, infatti, il triplice fischio che
ha concluso la sua vita è giunto all'una di domenica 17 maggio
all'ospedale civile di Monfalcone, dov'era ricoverato per
l'aggravarsi della sua lunga malattia.
Il buon “Nigio” se ne è andato in punta di piedi e con la
discrezione con cui ha sempre vissuto e operato in seno alla
nostra comunità, non solo calcistica. Classe 1929, si è
serenamente spento lasciando in tutti un grande vuoto, anche se
di lui rimarrà un indelebile ricordo sia come uomo, sia come
ottimo e leale calciatore, sia come per aver dedicato quasi un
quarto di secolo alla cura del settore giovanile giallo-rosso,
insegnando le regole del calcio, ma ancor più, da buon educatore
qual è stato, le regole della vita, del rispetto e del buon
comportamento a tante generazioni di giovani, che ancor oggi,
diventati grandi, lo ricordano con affetto e riconoscenza e che
ultimamente gli facevano spesso visita o chiedevano
insistentemente di lui sapendo che le sue condizioni di salute
si erano aggravate. Condizioni di salute che gli avevano
impedito di frequentare lo stadio romanese, dove
immancabilmente, sempre nell'angolo più isolato, lo si vedeva
seguire le gare della sua amata Pro Romans. Il suo ruolo di
educatore è stato sottolineato anche dal parroco di Romans, don
Nino Carletti, nel corso dell'omelia in occasione del rito
funebre di Nigio, celebrato nella parrocchiale di Romans ala
presenza di tante persone che hanno voluto tributare a Nigio
l'ultimo meritato omaggio. Rivolgendosi a Zanutel, don Carletti
ha affermato: “Queste si che sono grandi persone e garndi
educatori”, rimarcando come Nigio avesse l'abitudine, quando
allenava le giovanili della Pro Romans, di portare la squadra a
seguire la celebrazione della messa prima di andare sul campo a
disputare la gara.
Nato calcisticamente nella Pro Romans, “Nigio” esordì come
centrocampista nelle formazione locale in Prima divisione nel
1948, anno in cui venne ceduto al Trapani in serie C, quindi
passò al “Chinotto Neri” e all'”Ilva Bagnolese”, mentre nella
stagione 1958/59 passò alla “Gladiator” di Santa Maria Capua
Vetere, assieme al concittadino e futuro terzino del Napoli e
della nazionale Stelio Nardin. “Consigliai io allora – ricordava
spesso Nigio con orgoglio - ai due allenatori della “Gladiator”,
De Nicola e Querci, di impiegare l'attaccante Nardin in difesa,
nel momento in cui il terzino titolare si era infortunato”. Fu
davvero una grande intuizione, la sua, visto che Nardin ha
vestito in seguito, ricoprendo il ruolo di terzino, la maglia
azzurra della nazionale maggiore. Fatto ritorno a casa, Zanutel
ha militato con La Tarcentina per poi concludere la sua carriera
nella Pro Romans in veste di calciatore e allenatore, prima di
dedicarsi, come detto, al settore giovanile. Zanutel, che sei
mesi fa ha perso il fratello Costante, classe 1931, che aveva
militato in serie B, ha lasciato la moglie Ariella, il figlio
Massimo con Patrizia, il fratello Antonio e le sorelle Bruna e
Mariucci.
Edo Calligaris |