STORIA
|
Associazione Sportiva Pro Romans classe1921
L'Associazione sportiva Pro Romans è stata ufficialmente fondata nel lontano 1921, anche se le prime espressioni calcistiche locali pare si siano manifestate già qualche anno prima in paese, come del resto ben evidenzia una curiosa foto venuta alla luce solamente qualche anno fa, fig. 1, scattata il 9 giugno 1916 da Mario Valdemarin, un cittadino di Romans amante della fotografia, il quale immortalò alcuni ragazzi romanesi mentre erano impegnati a disputare una sfida pedatoria su di un campo improvvisato quanto sconnesso, in cui si nota pure che il portiere si sta arrotolando i pantaloni per dare maggior libertà ai propri movimenti, mentre le porte appaiono delimitate con una giacca da un lato e con un altro indumento sul lato opposto, che fungevano evidentemente da pali. Un'immagine pittoresca quanto estemporanea, se si considera quanto può offrirci oggi nel suo insieme il gioco e il mondo del calcio, ma che risulta decisamente preziosa sotto il profilo storico e documentaristico, in quanto riesce ad illuminare un tratto del percorso iniziale che ha portato alla nascita della Pro Romans. Sul retro della foto, infatti, si può notare la curiosa scritta "Club Footbalistico Romans", che autorizza a pensare come già a quei tempi venne stata posta in essere una qualche pur timida forma organizzativa, messa in atto con l'intento di poter praticare l'attività calcistica a livello di gruppo sotto l'egida di un sodalizio ufficiale.
La nascita ufficiale della Pro Romans, invece, risale, come abbiamo già detto in precedenza, al 1921, anche se non esistono documenti ufficiali che confermino tale consolidata ipotesi, che appare tuttavia assai credibile se si considera che le cronache sportive dei giornali dell'epoca iniziano a parlare della Pro Romans a partire dal 1921. Un periodo di tempo, questo, in cui anche a Romans, come del resto si verificò in molti altri centri limitrofi, si assistette all'avvio dell'attività calcistica, che trovò un fertile terreno e venne favorita allora dalla presenza nella nostra zona dei soldati alleati inglesi, che ebbero così modo di far conoscere ai nostri avi questa popolare disciplina sportiva, la stessa che in Inghilterra veniva praticata fin dal 1863, quando a Londra venne costituta la prima "Football Associazion". In virtù, dunque, della presenza Romans dei soldati alleati inglesi, maestri nel gioco calcio, anche i giovani del luogo non tardarono ad innamorarsi di questo entusiasmante gioco di origine anglosassone, tanto che in paese vennero fondate in quel periodo due società sportive ad indirizzo calcistico: la "Redenta Football Club", chiaramente ispirata al ritorno dei nostri territori all'Italia, la quale vide la luce nel 1918 sotto la spinta del maestro Luigi Virgulin di Farra d'Isonzo, mentre il secondo sodalizio aveva assunto la denominazione di "Società Sportiva Giuseppe Ferdinando del Torre", più conservatrice e protesa a mantenere un legame di fedeltà all'Impero asburgico, che per diversi secoli aveva governato le nostre terre. Nel 1921, tuttavia, la "Redenta Football Club" chiuse definitivamente i battenti e dalle sue ceneri nacque una nuova società denominata "Romans F.B.C.", trasformatasi poco tempo dopo in "Società Sportiva Pro Romans". La nuova realtà calcistica romanese venne fondata nei locali della trattoria "Al Leon d'oro" di Via Latina, sede storica del sodalizio, sotto la spinta dei titolari della stessa, i fratelli Giorgio e Alberto Candussi, mentre quale primo presidente del neonato organismo sportivo venne nominato Attilio Dessabo, popolarmente noto in paese come "Tilio Bocul". La Del Torre, invece, continuò a svolgere la propria attività autonoma fino nel 1925, quando si sciolse cedendo alla Pro Romans tutto il materiale sportivo di cui era in possesso. Ricordiamo ancora che le gare della neonata Pro Romans venivano disputate sul campo comunale di Via Aquileia, che nei primi tempi era assai più piccolo di quello attuale e disposto trasversalmente a come appare oggi, fig. 2. Occupava uno spazio abbastanza limitato che confinava con l'attuale Via San Giorgio, mentre la restante area, ovvero quella posta verso l'attuale ingresso, ospitava lo storico mercato del bestiame, ovvero "Il Marcjat", come qualcuno ancora definisce il campo sportivo stesso, che rimase operante fintanto che Romans rimase terra austriaca, rappresentando di conseguenza una zona di confine dove il commercio dei bovini e dei cavalli con l'Italia era assai fiorente.
Fig. 2 A conclusione della Prima guerra mondiale e con il passaggio di Romans all'Italia, il mercato perse di conseguenza tutte le sue peculiarità e ogni suo valore, tanto che in breve tempo cesso ogni sua attività.
Fu allora che la disposizione del campo calcistico
venne modificata e trasformata come tuttora appare,
mentre quello nuovo, su cui oggi gioca la formazione
maggiore della Pro Romans, è stato inaugurato il 17
settembre del 2000, mentre nel novembre 2002, come
vedremo pure più in là, è stato intitolato ai
"Fratelli Calligaris", ovvero a Mario, Armando
e Alessandro, tre pionieri del calcio romanese. Le imprese sul campo Dopo la sua fondazione la Pro Romans prese attivamente parte ai vari campionati che venivano disputati nel corso dei primi anni Venti, quindi nel corso del Ventennio fascista e fino alla fine degli Anni Trenta, come riportano le cronache dei giornali di allora, quali "La Voce di Gorizia", "L'eco dell'Isonzo" e "Il giornale di Gorizia", in cui troviamo la Pro Romans protagonista nei seguenti tornei: "Primo campionato del Friuli Redento" e "Campionato di IV Divisione girone friulano", quindi pure nei vari "Campionati Ulic"( Unione liberi calciatori italiani fondata nel 1917). Ed è stato proprio nell'ambito di quest'ultimo torneo, esattamente nella stagione 1935/36, che la Pro Romans si aggiudicò il titolo provinciale, mentre nel 1939 conquistò la piazza d'onore nell'ambita "Coppa Venezia Giulia". Nel periodo in cui imperversava la Seconda guerra mondiale, la Pro Romans è stata una delle poche squadre locali a dare continuità alla propria attività calcistica, annoverando allora tra le proprie file nientemeno che il glorioso calciatore di serie A e poi cittì azzurro Enzo Bearzot, campione del mondo nel 1982 in Spagna. Sempre nel periodo della Seconda guerra mondiale, precisamente nel 1941, la Pro Romans si aggiudicò prima il "Campionato Isontino", quindi il "Campionato giuliano" aggiudicandosi la finale contro il Fiume. Alla fine della guerra stessa la Pro Romans si iscrisse al "Campionato di Prima divisione - Primo campionato provinciale Figc sezione Propaganda", in cui si piazzò al secondo posto nella classifica finale con gli stessi punti del Palmanova, contro la quale dovette sostenere uno spareggio valido per la promozione in serie C. Spareggio che, purtroppo per noi, premiò il Palmanova in virtù dell'1 a 1 scaturito a Romans nella gara d'andata, cui fece seguito l'1 a 0 con cui il Palmanova vinse in casa propria la sfida di ritorno. Negli anni successivi la Pro Romans partecipò al "Campionato di Prima divisione", fino alla stagione 1950/51, anno in cui conquistò il primo posto, che le valse l'accesso al "Campionato di Promozione regionale": un torneo davvero prestigioso, questo, al quale erano iscritte diverse squadre venete, tra cui l'Arsenale e l'Excelsior Venezia, la Miranese, il Dolo e il Portogruaro, mentre completavano il quadro il Pordenone, la Sacilese, il Crda Monfalcone, l'Itala Gradisca assieme ad altre blasonate formazioni. Quell'esaltante esperienza durò tuttavia un anno soltanto per la Pro Romans, che retrocesse finendo nel Campionato di Promozione regionale, cui rimase iscritta fino alla stagione 1956/57, in cui tra le file giallorosse militò nientemeno che il leggendario Tarcisio Burgnich. L'anno seguente lo stesso torneo assunse la denominazione di "Campionato Nazionale Dilettanti", poi il titolo di "Campionato di Prima Categoria", mentre la Pro Romans sfiorò la promozione nella stagione 1961/62, quando giunse seconda alle spalle del Casarsa. Alla fine della stagione 1963/64 retrocesse in Seconda Categoria per riconquistare nuovamente la promozione nel torneo 1968/69. Nuova retrocessione giallorossa alla fine del campionato 1973/74, cui rimediò l'anno seguente salendo nuovamente in Prima Categoria, dove militò fino al termine della stagione 1977/78, quando tornò nel purgatorio della Seconda categoria rimanendo lì presente fino al 1993, quando venne ancora promossa in Prima Categoria per altre due stagioni, prima di retrocedere in Seconda alla fine del campionato 1994/95 Nell'estate 1995 maturò la grande svolta della Pro Romans, determinata dall'ingresso nella società giallorossa del dinamico Silvano Lorenzon, che dopo aver assunto la carica di presidente del sodalizio diede inizio ad un ciclo esaltante, destinato a finire tra le più belle ed esaltanti pagine della storia calcistica locale. Un ciclo davvero straordinario, come vedremo, i cui benefici effetti si fanno tuttora sentire, nonostante che il presidentissimo Lorenzon, a causa dei suoi molteplici impegni imprenditoriali, abbia ormai ceduto a Luigino Bolzan la presidenza della società. Lorenzon, va tuttavia aggiunto, che pur non potendo seguire come vorrebbe la sua squadra, garantisce tuttora alla società il suo insostituibile appoggio, senza il quale difficilmente la squadra potrebbe mantenere i livelli che attualmente occupa.
Stagione
1996/97
Stagione
1999/2000
Stagione
2000/01
Stagione
2001/02
Stagione
2002/03 E tanto per rimanere in tema di campi neutri, nel corso di quella stagione la Pro Romans venne sconfitta pure nella finale regionale di Coppa Italia contro la Sacilese, che venne disputata mercoledì 27 novembre 2002 sul campo neutro di Fagagna. Fu una sconfitta onorevole ma bruciante, se si considera che la Sacilese si impose sui romanesi col risultato di 6 a 5 dopo i calci di rigore, cui si dovette ricorrere in quanto i 90 minuti regolamentari di gioco, davvero esaltanti, si chiusero sul 2 a 2, dopo il 2 a 0 iniziale che la Pro Romans vantava nei confronti della formazione liventina. Merita inoltre ricordare che una settimana prima, esattamente il 21 novembre, la Pro Romans ospitò sul proprio campo la titolata formazione dell'Udinese, che si impose per 3 a 0, invitata in occasione dell'intitolazione del nuovo stadio ai "Fratelli Armando, Mario e Alessandro Calligaris". Stagione 2003/04 Il grande "Slam" Coppa Italia regionale - titolo Triveneto e Campionato Il resoconto di questa stagione meriterebbe sicuramente d'essere scritto a carattere cubitali e a lettere d'oro, visto che mai in passato la Pro Romans era riuscita a fare meglio di allora e a regalare ai propri sostenitori tante soddisfazioni. Un corollario di successi che alla fine gli permisero di cogliere un traguardo davvero prestigioso, quello della serie D. Un traguardo che la società giallorossa mai aveva tagliato nel corso dei suoi 83 anni di storia. A questo si aggiunse pure la conquista della Coppa Italia regionale ed il seguente titolo, pur platonico, di Campione Triveneto di Coppa. Coppa Italia Ma andiamo per ordine. Il primo traguardo di quella magica stagione la Pro Romans l'ha conquistato domenica 4 gennaio 2004 sul campo neutro di Gonars, che stavolta ha portato evidentemente fortuna ai romanesi, dove si è aggiudicata la Coppa Italia regionale battendo in finale il Fontanafredda col risultato di 3 a 1. Pro Romans che aveva chiuso il primo tempo in svantaggio, mentre nella ripresa è riuscita a ribaltare il risultato andando a segno rispettivamente con Fantin, Sorbara e Gambino. Titolo Triveneto di Coppa Italia Dopo aver vinto il titolo regionale, la Pro Romans proseguì il suo cammino in Coppa Italia partecipando alle finali nazionali, che come primo turno la vide impegnata sul campo dell'Arcotrento, dove si impose per 1 a 0 con rete di Gambino. La successiva sfida la disputò in casa contro l'undici del Camisano Torri e vinta per 2 a 0 con doppietta di Gambino, che valse alla Pro Romans l'assegnazione del titolo, pur platonico, di Campione Triveneto di Coppa Italia per formazioni di Eccellenza. Nella successiva fase la Pro Romans ospitò in casa i neri del glorioso Derthona, che fecero loro la sfida col risultato di 1 a 0, mentre nella gara di ritorno giocata a Tortona, i romanesi conclusero la loro avventura in Coppa soccombendo nettamente nei confronti dei piemontesi per 3 a 1. Campionato Passando invece al campionato di Eccellenza, la storica promozione in serie D si è materializzata il 2 maggio 2004 nella gara contro il Pordenone giocata ad Azzano Decimo e vinta dalla Pro Romans col sonante risultato di 6 a 3. Una vittoria che gli permise di raggiungere quota 62 punti e mantenere in tal modo i due punti di vantaggio nei confronti dell'inseguitrice Rivignano.
Fig. 3 Allievi al primo posto Non meno importante è stata la stagione 2003/04 per la formazione Allievi della Pro, allenata da Lepre, che si è aggiudicata il campionato provinciale battendo il Monfalcoce per 1 a 0 nello spareggio giocato sul campo di San Pier d'Isonzo. Nel successivo triangolare valido per l'assegnazione del titolo regionale, i romanesi sono giunti al primo posto acquisendo in tal modo il diritto di partecipare, nella stagione 2004/05, al campionato Allievi regionali. Stagione 2004/05 La Serie D Per la prima volta del corso della sua lunga storia, la Pro Romans partecipa quest'anno al campionato di Serie D. Inserita nel girone C, la formazione del riconfermato tecnico Dario Del Piccolo dovrà vedersela con altre 17 squadre, in maggioranza venete, mentre in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia sono presenti la Sacilese, il Tamai, la ripescata Sanvitese ed i cugini dell'Itala San Marco.
Fig. 4 E proprio quest'ultima formazione è stata l'avversaria della Pro Romans nel primo turno di Coppa Italia per formazioni di serie D. Formazione, quella dell'Itala San Marco, che al termine del doppio confronto è riuscita a staccare il lasciapassare per il secondo turno, grazie alla sua miglior quoziente reti. Per la cronaca ricordiamo che nella gara d'andata l'Itala San Marco si è imposta sul proprio campo per 3 a 1, mentre nella gara di ritorno giocata a Romans, la Pro, pur battendo i cugini gradiscani per 4 a 3, è stata eliminata per peggior differenza reti. Il settore giovanile Tornando un attimo indietro nel tempo, va doverosamente aggiunto che sotto la presidenza di Silvano Lorenzon, pur riconoscendo il valore e l'impegno dei dirigenti che l'hanno sostenuto, in primis proprio l'attuale presidente Luigino Bolzan, il settore giovanile della Pro Romans ha trovato un notevolissimo sviluppo, tanto che oggidì la società può vantare, come poche altre società, le seguenti formazioni giovanili, per un insieme di quasi 200 giovani promesse.
I campioni della Pro Romans Nel corso dei suoi quasi 83 anni di storia, la Pro Romans ha sfornato molti validissimi atleti, che hanno militato nella massime formazioni nazionali, portando così davvero in alto il nome della società e del nostro paese. Facciamo qui di seguito una rapida carrellata partendo da: Tarcisio Burgnich, centrocampista prima difensore poi, classe 1939, ha militato nella Pro Romans nella stagione 1956/57, prima di indossare le casacche di Udinese, Juventus, Inter e Napoli, quindi quella azzurra della nazionale italiana per ben 66 volte, diventando pure vice campione del mondo nel 1970 a Città del Messico. Stelio Nardin, difensore classe 1939, ha militato per tre stagioni nel Napoli accanto a Sivori e Canè, mentre può pure vantare una presenza nella nazionale maggiore ed una nella nazionale B. Franco Landri, attaccante e centrocampista prima, difensore poi, classe 1939, per lui molte stagioni in serie A con Palermo e Messina, prima di diventare un affermato direttore sportivo. Fulvio Zonch, difensore classe 1929, è stato il primo romanese ad approdare in serie A, nelle file del Milan, con la cui formazione nel 1949 ha vinto la prima edizione Torneo di Viareggio. In seguito ha disputato otto stagioni in serie B con il Messina. Luigi Cumin, classe 1938, compianto difensore che ha giocato nell'Udinese in serie A. Giorgio Bernardis, centrocampista e difensore, classe 1945, ha giocato in serie A con Mantova, Catania e Vicenza. Giorgetto Zoff, centrocampista classe 1947, per lui serie A col Mantova e serie B col Piacenza. Antonio Cabas, centravanti classe 1931, ci ha lasciato da tempo assieme al suo ricordo di capocannoniere per un paio di stagioni in serie B con il Modena. Gianni Candussi, classe 1950, portiere che ha militato in serie B con l'Arezzo, mentre vanta pure una presenza con la nazionale B. Quelli appena elencati sono gli atleti di maggior spicco che hanno militato nella Pro Romans, mentre molti altri, che per motivi di spazio qui non possiamo elencare, hanno tagliato pure loro importanti traguardi.
|