ANCHE IL GRANDE “NINO” ZANUTEL” HA LASCIATO IL CAMPO

All'età di 77 anni si è spento Costante Zanutel



Sabato 20 dicembre scorso la Pro Romans ha perso un altro pezzo della sua lunga e gloriosa storia, nel momento in cui, dopo lunga malattia si è spento, all'ospedale civile di Gorizia, il popolare ex giallo-rosso Costante Zanutel, classe 1931, popolarmente noto in paese col nome di “Nino” Zanutel, la cui famiglie era originaria di Farra d'Isonzo, dove ha risieduto prima di trasferirsi a Romans. Nino si è inserito di buon diritto nella storia calcistica della Pro Romans, società in cui ha iniziati a tirare i primi calci al pallone, mostrando fin da subito delle ottime doti di realizzatore occupando il ruolo di centravanti, a volte estroso ma sempre efficace sottoporta. Ancor giovanissimo Costante Zanutel venne ceduto al Matera in serie D, assieme al roccioso Luigi Candussi “Tecia” e al compianto Corrado Spagnul di Versa, militando in seguito anche in serie B con la Reggina, dove a suon di reti si fece apprezzare dalla tifoseria calabra. Dopo aver dato il meglio di sé anche con altre formazioni, nei primi anni Sessanta Zanutel ha fatto ritorno a casa concludendo la sua carriera nella file della Pro Romans, contribuendo a valorizzare quella formazione storica della stagione 1961/62, che si piazzò al secondo posto alle spalle del leggendario Casarsa (nella foto). Dopo il ritiro, Nino Zanutel non ha più seguito le vicende della Pro Romans, ma non per questo ha perso quell'alono di leggenda che si era cucito addosso e che nessuno potrà mai togliergli. Costante Zanutel, sepolto nel cimitero di Romans, ha lasciato la moglie Elida assieme alle figlie Emanuela ed Eleonora con Flavio e la nipote Elettra.


la formazione della Pro Romans, campionato di Prima categoria stagione 1961/62, che appare nella foto in bianco e nero. In piedi da sinistra: Fulvio Zonch, Ermes Venuti, Costante Zanutel,Renato Valentinuz, Giovanni Cumin, Ervino Godeas, Luigi Candussi. Accosciati da sinistra: Aldo Candussi, Riccardo Braulin, Ermanno Peressuti e Fabio Mreule.


Edo